«Io do a voi la lampada della mia fede». Paolo VI: Chiesa, cultura e università

pag5.PaoloVIDi Maddalena Burelli e Andrea Michieli

Seminario in occasione della pubblicazione della nuova edizione di G.B. Montini, Coscienza universitaria
21 aprile – Università Cattolica del Sacro Cuore

A pochi mesi dalla Beatificazione di papa Paolo VI (19 ottobre 2014), desideriamo ripensare al dialogo da lui promosso tra fede e cultura. Un dialogo che avviene, come Montini ebbe da dire nell’omelia in occasione della sua prima visita all’Università Cattolica in veste di arcivescovo di Milano (18 gennaio 1955), alle soglie delle aule universitarie. È qui che avviene l’incontro tra il cammino di fede e il cammino di studio. Nell’omelia del 18 gennaio 1955, da cui trae il titolo il seminario del 21 aprile, Montini parlava di due lampade: una, quella della fede, che rischiara ciò a cui da soli non riusciamo ad arrivare, orientandoci nel nostro ricercare; l’altra, quella della scienza, dello studio, che fa avvertire il lato soggettivo della conoscenza. Un «connubio necessario, connubio benefico quello della scienza e della fede, ma connubio instabile e sempre bisognoso – come quello fra Stato e Chiesa – d’essere ripensato e riespresso ad ogni mutare d’età e di ambiente» (dall’Orazione funebre del card. Montini durante le esequie di padre Gemelli nel Duomo di Milano, 17 luglio 1959). L’una e l’altra ‘lampada’ non si contrappongono, il pensiero umano non è ostacolo all’incontro con Dio: «chi sa studiare, chi ha l’onestà di pensiero, chi ha il silenzio che il pensiero reclama, chi ha la generosità che il pensiero reclama (io non vado cercando me stesso, ma vado cercando quello che è, non quello che sono), chi ha questa onestà e questa forza, arriva certamente ai confini del pensiero e si trova in ginocchio adorando, si trova in preghiera». In Monistici e monastici (IV capitolo di Coscienza universitaria, ed. Studium), allo studente universitario del 1926 che si chiedeva dove trovare i cardini attorno a cui sviluppare il proprio studio, il proprio spirito, Montini, allora assistente ecclesiastico della F.U.C.I., rispondeva: «Ama, divieni sorgente zampillante, esci da te stesso, e va in cerca di Dio».

E come riproporre queste riflessioni sul rapporto tra Chiesa e cultura, comunità cristiana e comunità accademica, se non dalla F.U.C.I. – di cui Montini era Assistente Centrale dal 1925 al 1933 – e in Cattolica, il luogo in cui la cultura cattolica si sposa con il mondo moderno: «L’Università Cattolica è una necessaria istanza della Chiesa che vive nel mondo e a servizio del mondo» (lettera al rettore dell’Università Cattolica, prof. Giuseppe Lazzati, in occasione del 50° anniversario di fondazione, 8 dicembre 1971). La necessità di una università cattolica era già stata manifestata da Montini prima ancora della fondazione dell’ateneo milanese, quando in occasione del Convegno della F..U.C.I. a Montecassino nel 1919 scrisse: «per i diritti della nostra anima di giovani universitari, ieri tenaci e ferrei difensori della Patria, ci sia presto concesso di raccoglierci in una grande Università cattolica». E ancora, nell’Angelus del 23 marzo 1969, l’importanza dell’ateneo cattolico venne rinnovata: «l’Università Cattolica riguarda moralmente tutto il Paese; ne esprime la migliore cultura, libera e cristiana (…) e cerca di preparare nuove generazioni di studenti e studiosi, colti, crescenti e credenti, per il pensiero e la vita di tutto il Popolo italiano». F.U.C.I. e Università Cattolica, due realtà a cui Montini guardava e che qui, in occasione del seminario del 21 aprile, dialogheranno insieme nel solco da lui tracciato. Interverranno la Dott.ssa Rita Pilotti, Presidente Nazionale F.U.C.I.; Prof. Don Angelo Maffeis, Professore di Teologia presso l’Università Cattolica e Presidente dell’Istituto Paolo VI a Brescia; Prof. Angelo Bianchi, Professore di Storia moderna e Preside della facoltà di Lettere e Filosofia; Prof. Piero Viotto, Professore emerito di Pedagogia dell’Università Cattolica.