Editoriale – Fuoriorario, Aprile 2015

Albero della vita (foto Expo 2015) (10)Di Ilaria Maria Caruso e Pietro Giorcelli

Dal 1° Maggio al 31 Ottobre Milano ospiterà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, dedicando a questo tema un’area espositiva della grandezza di 1,1 milioni di metri quadri situata in zona Rho – fiera. La partecipazione alla Esposizione Universale è spropositata: più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti per una totale del 94% della popolazione mondiale. Il Bel Paese si appresta così ad accogliere oltre 20 milioni di visitatori da tutto il mondo, a cui saranno proposti interrogativi anche di vita quotidiana: si stima che la metà del cibo prodotto nel mondo finisca nella spazzatura per l’ammontare complessivo di circa due miliardi di tonnellate, in gran parte ancora commestibile, per una risultante di un miliardo di persone al mondo che non ha accesso a sufficienti risorse alimentari. Il Barilla Center for Food and Nutrition non esita ad affermare che solo in Italia finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari all’anno, per un valore di circa 37 miliardi di euro. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone. Probabilmente un così grande evento sulle abitudini alimentari si fa ancor più necessaria ed opportuna se, unitamente ai dati sullo spreco di risorse, si analizzano quelli relativi ai disturbi alimentari: 2 milioni di giovani soffrono di anoressia o bulimia, di cui il 40% tra i 15 e i 19 anni secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità, assicurando così a queste malattie il secondo posto (dopo gli incidenti stradali) fra le cause di morte dei nostri giovani, soprattutto ragazze adolescenti (dati SIMA, Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza). L’evento stesso è apparso essere un obiettivo appetibile per chi vuole coltivare i propri interessi a danno della società. Sono state svolte diverse inchieste per portare allo scoperto assegnazioni di appalti non avvenute nella legalità, che invece vuole essere garantita da un’amministrazione trasparente. Circa settanta le interdittive antimafia rilasciate dal prefetto di Milano, molte delle quali confermate. Il risultato è stato il blocco di alcuni cantieri, che inevitabilmente ha causato ritardi e alterato l’immagine nel nostro Paese di fronte al mondo. Gli scandali emersi non hanno fermato l’impegno di cittadini volenterosi non tentati da un arricchimento facile e illecito. Siamo alla continua ricerca della verità, poiché “non di solo pane vive l’uomo”. Alcuni valori come quello della vita e del suo nutrimento, il rispetto della prossimo e del pianeta ci vengono ricordati dall’evento, che si prefigge di elaborare linee guida e politiche concrete per il perseguimento di essi. La Carta di Milano ne è un esempio e altri ancora saranno i risultati, sullo sfondo di politiche di equità e di green-economy, che verranno raggiunti grazie alle conoscenze tecniche moderne, arricchite dalla partecipazione e dalla creatività di diverse culture. La città sarà lo scenario di un intreccio di relazioni e la gioia della convivialità sarà palpabile. Con entusiasmo noi giovani ci apprestiamo all’esposizione universale, testimoni partecipi della costruzione di un futuro basato su uno sviluppo equo e sostenibile.

Esposizione universale di Milano 2015

pag4.CartaDiMilanoDi Stefano Gabaldi

L’Esposizione universale di Milano 2015 non rappresenta solamente l’opportunità straordinaria di sviluppare temi e valori connessi all’educazione alimentare e di rilanciare la vocazione internazionale della metropoli lombarda. L’Expo 2015 intende soprattutto realizzare la costruzione di una proposta culturale, la cui promozione e diffusione trova nelle università essenziali soggetti protagonisti. Attrarre investimenti, favorire l’interscambio internazionale,dispiegare infrastrutture tecnologiche più o meno durevoli, non sarebbe sufficiente a raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’Expo milanese; per la riuscita di quest’impresa occorre un rapporto fecondo con le strutture scientifiche, culturali, universitarie che formano il capitale umano e gettano le basi della ricerca. Al cuore della relazione con il mondo universitario sta il Comitato Scientifico per Expo 2015, costituito anzitutto dalla stipulazione di un protocollo d’intesa con gli atenei milanesi. Le università collaboreranno ponendo a disposizione le loro reti nazionali ed internazionali per ampliare il coinvolgimento di soggetti di prestigio culturale e scientifico e, parallelamente, il Comune si impegna a sostenere economicamente le eventuali iniziative concordate, non attuabili tramite le sole risorse interne agli atenei. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha istituito concorsi per favorire i gemellaggi, percorsi didattici on-line, l’adesione alle iniziative del Padiglione Italia. La rinnovata sinergia tra istituzioni culturali e universitarie dovrebbe ruotare attorno al titolo stesso dell’Esposizione, Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita, che appare delineare due termini reciprocamente implicati. Custodire ed alimentare la terra, nel brulicante dinamismo del suo ecosistema, significa dare linfa alla vita umana che vi abita, alla salda connessione tra prosperità sociale e armonia ambientale; promuovere lo sviluppo integrale in ogni sua forma comporta la salvaguardia del creato nella sua fragilità e vitalità. Lo sviluppo di una cultura del cibo e la connessione fra stile di vita ed alimentazione si innestano su questo equilibrio tra l’umanità ed il pianeta che la ospita. Gli studenti universitari dovrebbero anzitutto interrogarsi sull’essenza profonda di questi concetti cardine, che emergono come chiave d’accesso ad una società futura fondata sulla complessità e sulla bellezza di uno sviluppo sostenibile. La centralità dell’istituzione universitaria nell’avventura dell’esposizione viene suggerita anche dal progetto di fattibilità allo studio presso il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Milano, di una città universitaria, un polo della ricerca avanzata e dell’informatica, che potrebbe occupare l’area lasciata libera dalle costruzioni e dallo spazio edificabile di Expo. L’impatto urbanistico e sociale di un tale formidabile aggregato di scienza e ricerca fa comprendere l’importanza e l’incidenza che le esigenze degli universitari esprimono per il disegno complessivo della città. L’Esposizione si profila dunque come il motore di nuove sinergie che potrebbero condurre ad un autentico rinnovamento culturale e materiale. Fornire un grande slancio volto ad esaudire il desiderio profondo della comunità universitaria di un ammodernamento e di una rivitalizzazione delle strutture, sarebbe già un grande traguardo. La comunicazione internazionale ed interculturale del messaggio connesso a questo grande evento, così gravido di aspettative, deve andare oltre gli slogan globalizzati, l’omologazione commerciale, la logica meramente affaristica: il titolo di Expo deve porsi come introduzione a “cosa nutre la vita”, come ha sapientemente ricordato il Cardinale Arcivescovo Angelo Scola; deve promettere il realizzarsi di una migliore qualità della vita, della vita buona annessa alla sostenibilità alimentare e ambientale. La sfida dell’impresa milanese domanda quindi una partecipazione attiva che trova il suo sbocco naturale nel volontariato, il miglior modo di rendersi protagonisti.

La storia di Expo: cosa, come, perchè

pag2.StoriaExpodi Luca Testa

Molti sottolineano l’attualità dell’Expo 2015 e questo potrebbe far pensare che l’evento milanese sia una novità di questi ultimi tempi. Pochi, in realtà, conoscono la storia più che centenaria che c’è dietro. Qual è il background socio – culturale di questa manifestazione? Quali gli obiettivi principali che si prefiggeva? Questi scopi sono cambiati nel tempo?

Le prime esposizioni furono istituite nella Francia post – rivoluzionaria, per celebrare i prodotti francesi: la prima in assoluto è quella del 1798; scarsa era però la rilevanza di questi avvenimenti, che avevano una portata limitata. Fu solo dal 1851 che tali fiere assunsero un’importanza internazionale: nell’immenso Crystal Palace a Londra migliaia di visitatori poterono ammirare tanto le innovazioni tecniche quanto quelle sociali. Dopo il 1870 iniziò l’epoca della II rivoluzione industriale, in cui predominarono nuove fonti d’energia e nuove materie prime: l’elettricità, l’acciaio, il petrolio.

È nel contesto di questa nuova società industriale che iniziarono a celebrarsi i più svariati trionfi tecnico – economi. La Tour Eiffel, innalzata in occasione dell’esposizione universale di Parigi del 1889, è il simbolo di questi progressi tecnico – scientifici ancora ai giorni nostri. Milano ospitò già un simile avvenimento nel 1906, dopo l’apertura del traforo del Sempione che collegava l’Italia alla Svizzera: l’accento fu posto sui cambiamenti che avevano interessato il mondo dei trasporti. Questo tour toccò diverse città: non solo Londra e Parigi, ma anche città degli U.S.A. come Philadelphia, Los Angeles, New York, metropoli asiatiche, e molte altre città europee. Dal 1931 fu poi istituito il BIE (il Bureau International des Expositions), un organismo intergovernativo incaricato di sovrintendere e regolamentare le esposizioni. Il succedersi di queste mostre economico – commerciali fu bruscamente interrotto dallo scoppio improvviso della Prima Guerra Mondiale, che oscurò tutti i precedenti miglioramenti compiuti dalla modernità europea. Altre rassegne di questo tipo si tennero dopo la II Guerra Mondiale, ma senza quel carattere trionfalistico delle edizioni precedenti, mentre oggi rappresentano l’epifania della società neocapitalista.

In quest’edizione si tratterà di cibo e di energie per la vita: lo sviluppo industriale e tecnico – scientifico è stato da sempre una risorsa cruciale per l’umanità. Ma la crescita economica non significa solo consumismo: rendere accessibili a tutti tanto le risorse alimentari quanto quelle tecnologiche costituisce una delle sfide più importanti del nuovo millennio, cui l’Expo 2015 si prefigge di dare le prime risposte.

Carta di Milano: la vera eredità di Expo 2015

pag4.PadiglioneVaticanoDi Chiara Rosellini

Tra gli obiettivi di Expo c’è quello, importantissimo, di mettere a punto una Carta di Milano che contenga i nuovi diritti e doveri dell’umanità sul cibo. La Carta nasce sulla base del Protocollo Milano, messo a punto dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) e può essere intesa come una sorta di protocollo di Kyoto riguardante il cibo e l’alimentazione. Si pone un semplice obiettivo: aumentare le misure di sostenibilità per abbattere lo spreco alimentare nel mondo del 50% entro il 2020. Durante l’esposizione universale sarà sottoscritta e firmata da tutti i Paesi che vi vorranno aderire ed in particolare la carta arriverà a New York e verrà consegnata al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il 16 ottobre. In quella sede si fisseranno i nuovi obiettivi alimentari del millennio.

Le due parole chiave che accompagnano la stesura di questo documento sono RESPONSABILITÀ e PARTECIPAZIONE. Responsabilità perché si richiede alle istituzioni, alle associazioni, ai governi, alle imprese, ai cittadini di assumersi impegni precisi per la salvaguardia alimentare del nostro pianeta. Partecipazione perché questa carta potrà essere sottoposta alla firma degli oltre 20 milioni di visitatori dei padiglioni Expo 2015 per sensibilizzare al dialogo su questioni come lo spreco alimentare, la sicurezza dei prodotti, l’agricoltura sostenibile e affinché ciascuno possa diventare un ambasciatore del diritto al cibo.

Le tematiche principali su cui dibattere sono l’accesso e la qualità alimentare, la salvaguardia dell’ecosistema, riduzione, prevenzione, consapevolezza dei consumatori dei Paesi sviluppati e più conservazione per i Paesi in via di sviluppo. Questa carta deve avere a cuore la biodiversità, perché è il bene più prezioso per il futuro: bisogna quindi puntare su una politica che sia contro lo spreco e che favorisca una maggiore ridistribuzione e un maggior controllo verso le diverse risorse del nostro pianeta.

Anche Papa Francesco, durante “Expo delle Idee”, tenutosi il 7 Febbraio scorso presso l’Hangar Bicocca, è intervenuto riguardo la scelta di accordarsi sulla stesura di un documento di tale portata. Il suo intervento si è focalizzato soprattutto sull’esigenza di mettere al centro la lotta alla povertà e a quella che ne è la radice, ovvero l’iniquità del sistema economico e sociale.

La Carta, che sarà pronta per la fine di aprile, sarà la sintesi di un percorso di ricerca, di confronto, di idee e di culture su temi fondamentali per il futuro della Terra e dei suoi abitanti. Un documento di reale assunzione di responsabilità da parte degli Stati e dei cittadini per garantire il diritto a un cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. Sarà l’eredità morale dell’Expo, la più importante.