“Mediterraneo Frontiere di speranza” 66° Congresso Nazionale della FUCI

Pavia, 5 maggio 2017

#Day2

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DSCF7341Durante questa seconda giornata, la Tavola Rotonda presso il Collegio Borromeo: un’occasione di approfondimento e di confronto per la tematica scelta del nostro Congresso.

Il Mediterraneo come frontiera di speranza, il Mediterraneo come luogo di incontro e scontro allo stesso tempo, il Mediterraneo come questione che al suo interno ingloba altrettante questioni. Sopra tutto, il problema riguardante l’equilibro geopolitico, quello tra gli Stati. Il Dottor Magri, presidente dell’Istituto di Studi di Politica Internazionale (ISPI), non esita a chiarire il fatto che la tematica del Mediterraneo sia innanzitutto geopolitica, appunto, e non semplicemente riducibile ad una guerra di religione. Questa, infatti, è stata utilizzata come pretesto scatenante trascinando con sé una serie di drammi che hanno coinvolto, specialmente da una decina d’anni a questa parte, quella categoria di persone definita di immigrati e rifugiati.

Etnie diverse tra loro, divario generazione che diventa sempre più conflittuale, il costo del petrolio come motore delle ostilità, l’austerità del paese che si accentua continuamente, la difficoltà di comprendere le alleanze tra gli Stati, che paiono “cani sciolti”, “nemici e amici” allo stesso tempo sono ormai costanti a proposito della nostra riflessione sul Mediterraneo.

Teatro di tragedie, teatro del sospetto, teatro di grandi manovre, teatro di complesse dinamiche demografiche: ecco quattro paradigmi sul Mediterraneo esposti dall’Onorevole Nicoletti. La questione delle migrazioni, quindi, presentate in tutta la loro violenza che avanzano perennemente davanti ai nostri occhi, al telegiornale, sulla stampa. La speranza attraverso il mare che muove gli stessi profughi, la sola spinta che permette di credere in un futuro ipotetico che appare certamente una scelta migliore rispetto alla morte certa, che avviene in paesi devastati dalla guerra come la Siria: queste le parole di Padre Ripamonti, responsabile del Centro Astalli, dedicato all’accoglienza dei rifugiati.

Questa non è retorica, e soprattutto non è retorica populista, dal momento in cui è alla responsabilità che bisogna fare riferimento, è di essa che si sta parlando dal momento in cui sono interessate innanzitutto le politiche statali. Inoltre, si parla di fiducia nella solidarietà, nella cooperazione, per far sì che qualcosa di concreto effettivamente ci sia per migliorare il destino di vite umane. Queste, infatti, come tali dovrebbero sempre essere trattate, perché la sola umanità rimarrà la chiave per comprendere a pieno il problema, affrontandolo con criterio e razionalità. È l’integrazione, in teoria, il risultato da raggiungere, anche se il percorso è ancora lungo e tortuoso. L’importante, però, è avere la consapevolezza che la risposta sta nell’insieme, e non nel singolo.

Continuando a discutere sull’argomento proposto dalla Federazione, il confronto sulle Bozze delle Tesi Congressuali ci porta a non fermarci a riflettere su tutte le suggestioni provate. Le domande che ci siamo poste e le risposte che abbiamo cercato di fornirci ci rimandano alle tematiche più variegate: l’ambito storico-culturale, l’ambito socio-umanitario, l’ambito geografico, l’ambito politico. Storia di terre e di popolazioni, culture che si intrecciano, accordi politici che si contraddicono e si accavallano, confini che vengono come cancellati dalle cartine e ridisegnati da capo: è una parte di quello che emerge dai pensieri, è tutto ciò che ci permette di ottenere man mano consapevolezza maggiore.DSCF7370

Dunque, è tutto quanto ci rende orgogliosi, un minimo, di essere studenti, giovani con un quid in più, che ci distingue e ci porta lontano. Cambiare le cose non può dipendere esclusivamente da noi, e non sarebbe nemmeno il nostro compito primario. Banale dirlo. Ma questo non toglie il fatto che ci riguardi ugualmente in prima persona, imparando ad essere migliori ogni giorno di più.

Stay Tuned. #5may

“Mediterraneo Frontiere di speranza” 66° Congresso Nazionale della FUCI

66° congresso nazionale

Pavia, 4 maggio 2017

#Day1

66° congresso nazionale fuci
Foto di gruppo presso la Chiesa di S.Pietro in Ciel d’Oro di Pavia

Inizia così il LXVI Congresso Nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, con i calorosi saluti di tutte le istituzioni. Un saluto profondo e sincero, che dal sindaco arriva fino al rettore dell’università. I saluti e ringraziamenti ci sono stati anche

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Discorso dei presidenti di Pavia e Vigevano

dalla presidenza nazionale della Federazione che ha sottolineato l’importanza di questo incontro che ogni anno si svolge e vede una grande partecipazione, sempre costante. I presidenti di Vigevano, Alessandro Guaschini e Caterina Zorzoli, e quella di Pavia Alessia Caiezza hanno mostrato e raccontato la felicità di costruire un Congresso assieme, mostrando una gioia vera nel accoglierci nei loro gruppi e nelle loro diocesi. Alessandro ha in oltre raccontato dettagliatamente i mesi passati a programmare e creare il Congresso, una significativa crescita per i due gruppi che hanno nel tempo imparato a “supportarsi e sopportarsi”.

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico e la Prof.ssa Roberta Ricucci sono stati ospiti speciali del nostro pomeriggio introduttivo sulla tematica del mediterraneo come mosaico di volti.
Non serve tanta fantasia per sostituire il termine barcone con un’immagine semplice, quella dei volti, volti stranieri, difficili da vedere tra i tanti salpati, ma che nel viso mostrano uno dei sentimenti più significativi del cattolicesimo: la speranza.

Sia sociologicamente che umanamente non si può ignorare l’istanza che questi uomini e donne, questi richiedenti asilo, pongono alla nostra società. Lo straniero, forse con il peso dell’etichetta, rimane congelato nella collettività. Esso rimane sempre lavoratore, sempre richiedente, sempre peso. Ma sotto lo strato degli stereotipi, questi volti stanno evolvendo nella società italiana formando una cultura mista, liquida secondo il pensiero di Bauman; è fondamentale che essa venga riconosciuta, poiché migliaia di migranti hanno già stabilito la propria casa qui, migliaia di essi sono già italiani. Figli, madri e padri hanno attraversato il nostro mare e sono divenuti “alcuni di noi”, un’espressione che ci dice dove essi si devono porre all’interno della società.

66° congresso fuci
Saluti di Matteo Truffelli, Presidente Nazionale Azione Cattolica Italiana

Non possono più funzionare soluzioni locali per sfide globali, ma serve il coraggio di fare rete, collaborando a 360° e coinvolgendo tutte le realtà in un dialogo fruttuoso. L’idea dello scontro tra occidente cristiano e il pericoloso oriente musulmano sta dilagando, un dualismo sterile che non tiene in considerazione la fruttuosità potenziale insita nel dialogo. La chiesa può esercitare un ruolo di primo piano in questa disputa, creando occasioni per uno scambio che sia ponte, valorizzando nella diversità, l’unità.

Andrea Pase terzo ed ultimo ad essere intervenuto, ha affrontato il tema con un’impronta geografica che ha dato un significativo apporto alla nostra riflessione. Il punto di partenza temporale della riflessione è precedente al congresso, avendo lui già riflettuto assieme ai gruppi del Triveneto e collaborato alle tesi congressuali. Il mediterraneo geograficamente è luogo comune, di tutti. È una culla e porta per diverse civiltà. L’evidenza che il Mediterraneo sia patrimonio comune è innegabile; va allora riconosciuta e valorizzata. Il discorso allora converge su ciò che è stato detto anche degli altri due relatori: una fruttuosa convergenza, che mostra come il Mediterraneo sia un tema corale nei temi e argomentazioni di chi sul mediterraneo ci riflette.

Questo è solo l’inizio del nostro congresso, non posso negare che ci siano le premesse per una bella discussione. Nei prossimi giorni ne sapremo di più!

La redazione di FuoriOrario

65° Congresso Nazionale della F.U.C.I. GIOVANI VerSo DOMANI

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Università, Formazione, Lavoro: quale realtà per quali prospettive
 
 Dal 5 all’8 maggio a Chieti, 200 giovani studenti universitari da tutta Italia si incontreranno per riflettere suFormazione, Lavoro e possibilità di futuro. Il Congresso Nazionale della F.U.C.I. – Federazione Universitaria Cattolica Italiana – da ormai 65 edizioni riunisce ogni anno in una città diversa tanti giovani universitari per confrontarsi e riflettere su tematiche del panorama italiano ed internazionale per loro attuali ed incalzanti.
Quest’anno il tema dei lavori è il rapporto tra università-formazione-lavoro, indagato nel contesto attuale sociale, civile ed ecclesiale. Quale realtà, quali desideri, aspettative e quali prospettive si aprono concretamente per i giovani di oggi, dopo anni investiti nello studio e nella formazione, il passaggio al mondo del lavoro, espressione di sé e delle proprie competenze, risulta assai delicato ma possibile, contrastando anche tanti stereotipi negativi che immobilizzano la generazione giovanile. Occorre acquisire consapevolezza dei dati reali, coscienza delle proprie capacità, fiducia nel valore del lavoro e nelle possibilità anche creative di realizzazione. Fondamentale in questo l’investimento nella formazione, la concezione del lavoro, il quadro concreto delle politiche giovanili italiane ed europee.
Le quattro giornate del congresso vedranno i ragazzi riuniti in tanti luoghi simbolo della città teatina: l’Università degli Studi G.D’Annunzio Chieti-Pescara, il Teatro Marruccino, l’Auditorium Cianfarani del Museo Archeologico della Civitella, la Cattedrale.
 
Relatori dell’evento di apertura, che avrà luogo giovedì 5 maggio ore 16,00 presso l’Auditorium dell’Università G.D’Annunzio saranno S.E.R. Mons Nunzio Galantino, Segretario Generale CEI, e il Dott. Roberto Napoletano, Direttore del Sole 24 Ore.
A seguire, venerdì 6 maggio, Tavola Rotonda ore 10,00 presso il Teatro Marrucino della città, con la Dott.ssa Floriana Cesinaro Docente e Formatrice, il Prof. Patrik Vesan, esperto di politiche sociali e del lavoro, Università della Valle d’Aosta e Percorsi di Secondo Welfare e il Dott. Lorenzo Piovanello, Ubs Philanthropy Advisory & Sustainable investing.
Entrambi gli eventi sono aperti alla cittadinanza.
 
I lavori del congresso proseguiranno nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 con i lavori dell’Assemblea Federale e inoltre lalectio sul tema della misericordia e la Celebrazione Eucaristica domenicale in Cattedrale, entrambe presiedute da S.E.R. Mons Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita della diocesi di Chieti- Vasto.
La Conferenza stampa dell’evento è aperta alla cittadinanza e fornirà maggiori dettagli sui temi e le relazioni del Congresso, LUNEDI’ 2 MAGGIO, ore 11,00 presso la sala ovale, Curia Arcivescovile, piazza Valignani n. 4, Chieti, presenti Mons. Bruno Forte, i Presidenti Nazionali FUCI e i presidenti FUCI del gruppo locale di Chieti.
 
Per l’accredito stampa alla conferenza e ricevere materiali live dell’evento del 65° Congresso Nazionale:ufficiostampa@fuci.net
 
Nella home del sito www.fuci.net tutte le info tecniche e tematiche sul congresso
Per maggiori informazioni 3395671119
Roma, 22 aprile 2016

Ufficio Stampa FUCI