Parliamo del referendum per l’autonomia della Lombardia e del Veneto, per cui si andrà alle urne domenica 22 ottobre. La domanda che bisogna porsi è: «Vuoi che la tua regione avvii le procedure per ottenere l’autonomia in talune materie limitate dalla Costituzione stessa?». Il quando, il come, il quanto non possono essere definiti al momento, poiché il tutto dipende dalla negoziazione che Regione e Governo possono intraprendere. Questa sarebbe già possibile, ma i governatori delle Regioni preferiscono, convinti di riscuotere grande successo, attendere l’esito per poter ottenere di più da Roma.

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con il Decreto n. 745 del 24/07/2017 ha infatti indetto il referendum consultivo in questo 2017. Il testo sottoposto ai cittadini lombardi sarà il seguente:

La Lombardia ed il Veneto sono le prime Regioni ad intraprendere questo percorso a seguito della modifica dell’articolo 116 del 2001. La riforma conferma forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni già a Statuto speciale e prevede inoltre che ulteriori forme e condizioni di autonomia possano essere attribuite anche ad altre Regioni in tutte le materie che l’articolo 117 affida alla competenza concorrente di Stato e Regioni nonché in un altro limitato numero di materie riservate dallo stesso art. 117 alla competenza legislativa dello Stato (organizzazione della giustizia di pace, norme generali sull’istruzione, tutela dell’ambiente, dell’ecosistema, e dei beni culturali).

Il referendum ha solo uno scopo consultivo: in caso della vittoria del sarà comunque necessaria una negoziazione tra la Regione e lo Stato e la successiva approvazione di una legge statale con la maggioranza assoluta di ciascuna Camera. In virtù della natura esclusivamente consultiva non è necessario alcun quorum, ma questo sarà politicamente importante. I Presidenti di Regione Lombardia e del Veneto si aspettano un plebiscito popolare, perciò hanno evitato l’avvio di una negoziazione prima della consultazione anche se ciò sarebbe possibile, convinti in questo modo di ottenere di più dal Governo.

Sul sito della Regione Lombardia sono stati inseriti dei dati che sottolineano il buon funzionamento della Regione stessa, grazie alle sue potenzialità. In particolare la spesa pubblica per abitante è pari alla metà della media nazionale; il 26,4%  delle pensioni italiane sono pagate dalla Lombardia (seconda regione il Veneto al 10,4%); i dipendenti pubblici lombardi sono minori alla media nazionale italiana e tedesca; il PIL, la produzione industriale, le esportazioni della Lombardia nel 2016 sono superiori alla media nazionale; l’occupazione femminile supera del 10% la media nazionale.

Una grande novità per questo referendum sarà il voto elettronico grazie ad un emendamento del M5S: sono stati acquistati 24.000 tablet per un costo complessivo di 23 milioni di euro, e terminate le consultazioni i dispositivi verranno donati alle scuole lombarde.

 

 

Articolo Di Lorenzo Cattaneo 
Grafiche Di Massimiliano Puppi

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