“Mediterraneo Frontiere di speranza” 66° Congresso Nazionale della FUCI

Pavia, 4 maggio 2017

#Day1

66° congresso nazionale fuci

Foto di gruppo presso la Chiesa di S.Pietro in Ciel d’Oro di Pavia

Inizia così il LXVI Congresso Nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, con i calorosi saluti di tutte le istituzioni. Un saluto profondo e sincero, che dal sindaco arriva fino al rettore dell’università. I saluti e ringraziamenti ci sono stati anche

66° congresso Fuci

Discorso dei presidenti di Pavia e Vigevano

dalla presidenza nazionale della Federazione che ha sottolineato l’importanza di questo incontro che ogni anno si svolge e vede una grande partecipazione, sempre costante. I presidenti di Vigevano, Alessandro Guaschini e Caterina Zorzoli, e quella di Pavia Alessia Caiezza hanno mostrato e raccontato la felicità di costruire un Congresso assieme, mostrando una gioia vera nel accoglierci nei loro gruppi e nelle loro diocesi. Alessandro ha in oltre raccontato dettagliatamente i mesi passati a programmare e creare il Congresso, una significativa crescita per i due gruppi che hanno nel tempo imparato a “supportarsi e sopportarsi”.

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico e la Prof.ssa Roberta Ricucci sono stati ospiti speciali del nostro pomeriggio introduttivo sulla tematica del mediterraneo come mosaico di volti.
Non serve tanta fantasia per sostituire il termine barcone con un’immagine semplice, quella dei volti, volti stranieri, difficili da vedere tra i tanti salpati, ma che nel viso mostrano uno dei sentimenti più significativi del cattolicesimo: la speranza.

Sia sociologicamente che umanamente non si può ignorare l’istanza che questi uomini e donne, questi richiedenti asilo, pongono alla nostra società. Lo straniero, forse con il peso dell’etichetta, rimane congelato nella collettività. Esso rimane sempre lavoratore, sempre richiedente, sempre peso. Ma sotto lo strato degli stereotipi, questi volti stanno evolvendo nella società italiana formando una cultura mista, liquida secondo il pensiero di Bauman; è fondamentale che essa venga riconosciuta, poiché migliaia di migranti hanno già stabilito la propria casa qui, migliaia di essi sono già italiani. Figli, madri e padri hanno attraversato il nostro mare e sono divenuti “alcuni di noi”, un’espressione che ci dice dove essi si devono porre all’interno della società.

66° congresso fuci

Saluti di Matteo Truffelli, Presidente Nazionale Azione Cattolica Italiana

Non possono più funzionare soluzioni locali per sfide globali, ma serve il coraggio di fare rete, collaborando a 360° e coinvolgendo tutte le realtà in un dialogo fruttuoso. L’idea dello scontro tra occidente cristiano e il pericoloso oriente musulmano sta dilagando, un dualismo sterile che non tiene in considerazione la fruttuosità potenziale insita nel dialogo. La chiesa può esercitare un ruolo di primo piano in questa disputa, creando occasioni per uno scambio che sia ponte, valorizzando nella diversità, l’unità.

Andrea Pase terzo ed ultimo ad essere intervenuto, ha affrontato il tema con un’impronta geografica che ha dato un significativo apporto alla nostra riflessione. Il punto di partenza temporale della riflessione è precedente al congresso, avendo lui già riflettuto assieme ai gruppi del Triveneto e collaborato alle tesi congressuali. Il mediterraneo geograficamente è luogo comune, di tutti. È una culla e porta per diverse civiltà. L’evidenza che il Mediterraneo sia patrimonio comune è innegabile; va allora riconosciuta e valorizzata. Il discorso allora converge su ciò che è stato detto anche degli altri due relatori: una fruttuosa convergenza, che mostra come il Mediterraneo sia un tema corale nei temi e argomentazioni di chi sul mediterraneo ci riflette.

Questo è solo l’inizio del nostro congresso, non posso negare che ci siano le premesse per una bella discussione. Nei prossimi giorni ne sapremo di più!

La redazione di FuoriOrario

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