TFoto articolo pag.7 (in alto)DIO DI ILLUSIONIutti hanno bisogno di qualcosa in cui credere, a cui aggrapparsi per poter sopravvivere nella giungla della società moderna; ma i nostri valori quali sono? Cosa muove le nostre azioni, anche quelle più nefaste?

Mi sono approcciata a questo libro in maniera scettica, consigliato da un’amica in un uggioso pomeriggio, quasi con noia, ho trovato invece un romanzo vivo, appassionante, soprattutto per chi come me ha una cultura classica alle spalle.

Il narratore, che non a caso è anche uno dei protagonisti, segue le vicende di sei ragazzi in un college del Vermont, unici iscritti al corso di greco, in particolare modo sulla loro iniziazione verso l’illusione e l’irrealtà della vita fino al compimento di un delitto.

Stile molto raffinato anche se prolisso in alcuni passi (punti); analizza in modo puntuale l’animo dei personaggi nella discesa verso i tratti più buii della loro personalità, nell’attaccamento a valori effimeri per puro istinto di sopravvivenza.

Importante e in primo piano il dramma della scelta, quanto le decisioni che prendiamo influisco sulla nostra vita e su quella di chi circonda.

Possiamo quasi dire un ritratto un po’ esasperato della nostra gioventù, sempre più smarrita e infelice, bisognosa di continue conferme.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

 

Cristina F.

Facoltà di Giurisprudenza

Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

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