Esposizione universale di Milano 2015

pag4.CartaDiMilanoDi Stefano Gabaldi

L’Esposizione universale di Milano 2015 non rappresenta solamente l’opportunità straordinaria di sviluppare temi e valori connessi all’educazione alimentare e di rilanciare la vocazione internazionale della metropoli lombarda. L’Expo 2015 intende soprattutto realizzare la costruzione di una proposta culturale, la cui promozione e diffusione trova nelle università essenziali soggetti protagonisti. Attrarre investimenti, favorire l’interscambio internazionale,dispiegare infrastrutture tecnologiche più o meno durevoli, non sarebbe sufficiente a raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’Expo milanese; per la riuscita di quest’impresa occorre un rapporto fecondo con le strutture scientifiche, culturali, universitarie che formano il capitale umano e gettano le basi della ricerca. Al cuore della relazione con il mondo universitario sta il Comitato Scientifico per Expo 2015, costituito anzitutto dalla stipulazione di un protocollo d’intesa con gli atenei milanesi. Le università collaboreranno ponendo a disposizione le loro reti nazionali ed internazionali per ampliare il coinvolgimento di soggetti di prestigio culturale e scientifico e, parallelamente, il Comune si impegna a sostenere economicamente le eventuali iniziative concordate, non attuabili tramite le sole risorse interne agli atenei. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha istituito concorsi per favorire i gemellaggi, percorsi didattici on-line, l’adesione alle iniziative del Padiglione Italia. La rinnovata sinergia tra istituzioni culturali e universitarie dovrebbe ruotare attorno al titolo stesso dell’Esposizione, Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita, che appare delineare due termini reciprocamente implicati. Custodire ed alimentare la terra, nel brulicante dinamismo del suo ecosistema, significa dare linfa alla vita umana che vi abita, alla salda connessione tra prosperità sociale e armonia ambientale; promuovere lo sviluppo integrale in ogni sua forma comporta la salvaguardia del creato nella sua fragilità e vitalità. Lo sviluppo di una cultura del cibo e la connessione fra stile di vita ed alimentazione si innestano su questo equilibrio tra l’umanità ed il pianeta che la ospita. Gli studenti universitari dovrebbero anzitutto interrogarsi sull’essenza profonda di questi concetti cardine, che emergono come chiave d’accesso ad una società futura fondata sulla complessità e sulla bellezza di uno sviluppo sostenibile. La centralità dell’istituzione universitaria nell’avventura dell’esposizione viene suggerita anche dal progetto di fattibilità allo studio presso il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Milano, di una città universitaria, un polo della ricerca avanzata e dell’informatica, che potrebbe occupare l’area lasciata libera dalle costruzioni e dallo spazio edificabile di Expo. L’impatto urbanistico e sociale di un tale formidabile aggregato di scienza e ricerca fa comprendere l’importanza e l’incidenza che le esigenze degli universitari esprimono per il disegno complessivo della città. L’Esposizione si profila dunque come il motore di nuove sinergie che potrebbero condurre ad un autentico rinnovamento culturale e materiale. Fornire un grande slancio volto ad esaudire il desiderio profondo della comunità universitaria di un ammodernamento e di una rivitalizzazione delle strutture, sarebbe già un grande traguardo. La comunicazione internazionale ed interculturale del messaggio connesso a questo grande evento, così gravido di aspettative, deve andare oltre gli slogan globalizzati, l’omologazione commerciale, la logica meramente affaristica: il titolo di Expo deve porsi come introduzione a “cosa nutre la vita”, come ha sapientemente ricordato il Cardinale Arcivescovo Angelo Scola; deve promettere il realizzarsi di una migliore qualità della vita, della vita buona annessa alla sostenibilità alimentare e ambientale. La sfida dell’impresa milanese domanda quindi una partecipazione attiva che trova il suo sbocco naturale nel volontariato, il miglior modo di rendersi protagonisti.

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